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Siracusa, Pillirina: “prevale l’interesse pubblico”. Il Cga sospende la sentenza del Tar e riabilita il Piano paesaggistico e la riserva

Se l’iter sia stato disatteso o no spetterà al Cga dirlo questa estate, se a Elemata Maddalena spetti il risarcimento del danno spetterà sempre al Cga dirlo, questa estate, ma appare evidente che il pericolo di costruire in un’area destinata comunque a riserva prevalga su qualsiasi altro discorso

di    Luca Signorelli

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Il nuovo progetto del resort, a questo punto bocciato

Appare prevalente l’interesse pubblico correlato alla preservazione dello stato dei luoghi in attesa della definizione della causa nel merito“. Con queste parole il Consiglio di Giustizia amministrativa sospende la precedente sentenza del Tar che aveva annullato le modifiche al Piano regionale dei parchi e delle riserve per inserirvi l’istituzione della riserva naturale “Capo Murro di Porco e Penisola della Maddalena”. Dunque, sospesa la sentenza in primo grado, tornano in vigore le norme di salvaguardia e si attende a questo punto la pubblicazione ufficiale del Piano Paesaggistico. Dunque, ancora una volta, stop al resort della Pillirina, stop alle conferenze dei servizi, stop anche all’albergo della Penisola Maddalena. In attesa della prossima udienza, quando si entrerà nel merito.

Il Cga, infatti, ha accolto l’istanza cautelare, sospeso l’esecutività della sentenza impugnata e fissato per la trattazione del merito l’udienza pubblica del 4 luglio 2018. “Considerato che, fermi restando gli opportuni approfondimenti del merito – si legge nell’ordinanza – appare prima facie fondato l’appello nella parte in cui si censura la impugnata sentenza sulla pretesa (e qui contestata) violazione degli oneri inerenti la partecipazione dei soggetti privati coinvolti nell’approvazione della variante di piano di che trattasi e degli oneri inerenti la partecipazione degli enti locali interessati nel procedimento inerente la istituzione della riserva naturale“.

La normativa prevede che in sede di pianificazione paesaggistica, la Regione ha l’obbligo di garantire le più ampie forme di concertazione istituzionale e di partecipazione dei soggetti interessati e delle associazioni portatrici di interessi diffusi. “Le garanzie di partecipazione e di contraddittorio – si leggeva nella sentenza del Tar – appaiono disattese nella formazione dei provvedimenti impugnati, che per questa ragione debbono essere annullati”. La Regione, pertanto, avrebbe dovuto ripercorrere l’iter istruttorio assicurando il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati e la valutazione, esaurientemente motivata, delle osservazioni proposte. Sotto questo profilo i ricorsi erano accolti, quindi, ma non l’istanza risarcitoria considerato che l’annullamento dei provvedimenti regionali garantiva il “riespandersi della facoltà edificatoria” secondo le disposizioni del Prg di Siracusa e che, comunque, l’iter procedimentale per la valutazione delle esigenze ambientali del territorio avrebbe potuto essere ripreso dalla Regione con le garanzie di partecipazione.

Adesso però la questione si ribalta: se l’iter sia stato disatteso oppure no spetterà al Cga dirlo questa estate, se a Elemata Maddalena (in concordato preventivo) spetti il risarcimento del danno spetterà sempre al Cga dirlo questa estate, ma in ogni caso appare evidente che il pericolo di costruire in un’area destinata comunque a riserva prevalga su qualsiasi altro discorso.

L’interesse pubblico ha prevalso sull’interesse privato – dice Giuseppe Patti, responsabile nazionale alla Legalità della Federazione Italiana dei Verdi – Finalmente un punto fermo a favore del paesaggio e del territorio. Si mette finalmente in Riserva un tratto di territorio ricco di biodiversità e dall’alto potenziale turistico naturalistico che siamo certi produrrà più economia di un fallito modello turismo come quello proposto dai privati“.

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