CITTADELLASPEZIA.COM Un manager genovese alla guida del Parco?

Un manager genovese alla guida del Parco Cinque Terre?
Vittorio Alessandro sbaraccherà la sua scrivania la settimana ventura, Resasco sarà reggente e il Ministero dovrà scegliere il successore dell’ex comandante. Il nome forte è Beppe Costa: l’azienda di famiglia gestisce l’Acquario di Genova.
La Spezia – Il prossimo presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre non verrà dalla politica. Più che una certezza, sembra l’intuizione più vicina alla realtà, se è vero che Giovanni Toti, governatore della Liguria, sembra molto poco incline a proporre candidature, pescando dal solito stagno. Da una parte le volontà di Piazza De Ferrari che vuole in Via Discovolo un nome gradito con cui costruire e collaborare un diverso rapporto con le Cinque Terre, e cioè il 70 per cento del turismo e dell’immagine della Liguria nel mondo. Non dispiacerebbe a Genova un avvicinamento al luogo che più di tutti gli altri, tira il turismo, che sia di vicinato od internazionale. Cosa ne pensano nelle perle della riviera è tutto da vedere, anche se la tradizionale disomogeneità delle comunità non aiuta certo a costruire una candidatura forte e condivisa, che sia espressione del territorio. Vincenzo Resasco, sindaco di Vernazza e uomo di centrosinistra seppur di frontiera, è indicato da tempo come il nome che potrebbe fare da collante ma per ora sarà reggente in attesa della nomina da parte del ministero dell’Ambiente in accordo con la Regione. Altro nome già fatto quello del collega di Monterosso Emanuele Moggia mentre si sfumano altre candidature, più per logica che per altro.
E così mentre le comunità delle Cinque Terre incassano il no dell’assessore Berrino ad una rivisitazione dell’orario ferroviario invernale (unica concessione che il Cinque Terre Express dal 2018 partirà a marzo anziché aprile), si fa largo un nome nuovo, mai finora accostato alla poltrona dell’ente di Manarola. Si tratta di Giuseppe Costa, detto Beppe, 61 anni, presidente di Costa Edutainment, la principale società genovese che si occupa di attrazioni turistiche ed educative (education & entertainment, appunto edutainment), dall’Acquario al Bigo, dalla Città dei Bambini al Galata Museo del Mare e alla Biosfera. Membro della famiglia Costa, nota a Genova fin dall’Ottocento per le sue attività imprenditoriali, tra olio d’oliva e navi da crociera, ha seguito le orme familiari e attualmente dirige non solo Costa Edutainment, ma anche Opera Laboratori Fiorentini, azienda che gestisce gli spazi commerciali dei Musei Vaticani, la Galleria degli Uffizi, il Corridoio Vasariano, la Galleria dell’Accademia e il Duomo di Siena. Un business-man che nell’ultimo anno ha visto transitare nelle dodici strutture gestite la bellezza di tre milioni di ospiti per un fatturato consolidato previsto di 56 milioni e circa 500 dipendenti. L’Acquario di Genova, gestito appunto da Costa Edutainment e che ha festeggiato 25 anni di vita lo scorso anno, ha superato il milione di visitatori.
Beppe Costa rappresenterebbe una figura che, a livello regionale, può piacere a destra e sinistra: non è un caso che a gennaio scorso sia Toti che Burlando provarono a tastare il polso del manager come candidato a sindaco di Genova prima che poi le coalizioni optassero per Bucci e Crivello. Ma restano da capire le sue intenzioni reali (anche allora infatti disse no, grazie), considerando l’impegno che Costa Edutainment comporta ogni giorno, e il parere delle comunità locali, che non vorrebbero una figura staccata dalla complessa realtà cinqueterrina ma anzi un presidente presente, anima e corpo, nella quotidiana gestione del Parco e delle sue pertinenze.
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