LA RICERCA E IL MONITORAGGIO DEGLI HABITAT DI PREGIO

I benefici derivanti dall’istituzione delle Aree marine protette e dal grado di protezione che consegue alla loro gestione si traducono nel miglioramento dello stato di naturalità dell’ambiente, nella composizione e struttura delle biocenosi floro-faunistiche ed in tutti quei processi, dinamiche trofiche e relazioni ecologiche che definiscono la funzionalità globale dell’ecosistema marino.

Tra le disposizioni recate dal Regolamento dell’A.M.P Plemmirio rientrano le esigenze di un monitoraggio continuo delle caratteristiche ambientali dell’A.M.P Plemmirio, compito dell’ente gestore è il monitoraggio delle condizioni naturali dell’area assicurando nel tempo il mantenimento dei benefici indotti dal regime di tutela sugli habitat di pregio presenti in AMP.

In conseguenza, inoltre, dell’inserimento dell’Area Marina Protetta del Plemmirio nella lista ASPIM -Aree Specialmente Protette di Importanza Mediterranea- di cui alla Convenzione di Barcellona per la protezione del Mar Mediterraneo, nonché dell’applicazione dei criteri e delle metodologie riconosciute dal Ministero dell’ambiente e della tutela del mare in ordine alla realizzazione del modello personalizzato del piano di gestione standardizzato dell’A.M.P. del Plemmirio, è stato siglato con ARPA Sicilia, Dipartimento provinciale di Siracusa, un accordo quadro per lo svolgimento di attività finalizzate alla realizzazione del sistema di controllo e monitoraggio ambientale dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, attraverso una sinergia istituzionale quale azione strategica condivisa nel quadro delle rispettive finalità d’istituto.

Tra le finalità della predetta Convenzione rientra la realizzazione di una campagna annuale per il monitoraggio delle acque marino-costiere, dei sedimenti e del Biota di cui viene fornito annualmente attraverso un documento tecnico il dettaglio sulle azioni di campionamento, analisi e report dei dati finali. Tale documento rappresenta nell’ambito della predetta Convenzione quadro il documento di riferimento con cui vengono stabilite e concordate le modalità e le procedure per l’attuazione coordinata degli interventi delle attività di indagine finalizzate all’integrazione tecnico-scientifica delle informazioni sulla qualità ambientale dell’Area Marina Protetta del Plemmirio.

 

IL MONITORAGGIO DELLA FAUNA ITTICA

L’aumento dell’abbondanza e/o della biomassa di alcuni organismi e della diversità di specie all’interno dell’area protetta rappresenta uno dei benefici principali derivanti dall’istituzione delle AMP; con il termine “effetto riserva” si intende l’insieme dei cambiamenti dell’ambiente marino originati dalla riduzione degli impatti antropici che possono manifestarsi appunto come incremento della densità, della taglia e della biomassa. All’effetto riserva si aggiungono “l’effetto reclutamento” e “l’effetto spillover” che determinano come risultato un’esportazione o migrazione di individui verso zone esterne all’AMP permettendo così un aumento di diverse specie anche in zone lontane dal sito protetto. La conseguenza dell’esportazione di individui nelle zone limitrofe alla riserva si traduce in un beneficio diretto sulle attività di pesca in termini di miglioramento dei rendimenti nelle aree circostanti non protette. Come ormai risaputo, lo studio del cosiddetto “effetto riserva” rappresenta una delle ricerche chiave per valutare il funzionamento e l’efficacia di un AMP in termini di protezione e gestione: il monitoraggio ed il confronto tra siti all’interno e siti esterni della riserva, posti a differente vincolistica, rappresenta lo strumento metodologico che consente di stabilire se ci sono differenze significative tra zone soggette a misure di tutela differenti e di valutare se un maggior livello di tutela (corrispondente ad un maggiore livello di restrizioni) favorisce realmente migliori condizioni di naturalità. La determinazione dell’effetto riserva sulle popolazioni ittiche costiere (abbondanza, biomassa e diversità), rappresenta quindi uno strumento efficace ed indispensabile ai fini della valutazione del funzionamento e dell’efficacia di un’AMP come mezzo di tutela e conservazione degli ecosistemi.

Data ultima modifica: 18/05/2015
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